La ragion d’essere della nascita dell’associazione Partenia è quella di aprire le due case, con la loro prestigiosa storia, alla città, nella convinzione che quanto in esse c’è ed è rimasto appartenga sì alla famiglia ma debba essere anche idealmente un bene comune, cittadino ed extracittadino e come tale fruibile da tutti.
Le donazioni della Famiglia
Dopo la guerra, la donazioni dell’intero fondo Nicola Vaccaj al Comune di Tolentino nel 1936 e di parte del fondo Giuseppe Vaccaj e Giuseppe Picciola alla Biblioteca Oliveriana di Pesaro; infine la donazione di quadri di G.V. alla pinacoteca della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro)
Fondo archivistico Giuseppe Picciola
Tutt’oggi in gran parte inesplorato e dunque non catalogato; l’integrale collezione dei dipinti e scritti di Giuseppe Vaccaj, della di lui seconda moglie Teresa Gennari, della nipote i Angiola Maria Cecchi Picciola[1]
Documenti autografi di artisti e letterati dell’Otto e Novecento
Carducci, Pascoli, Mascagni, Mazzoni ed altri, del fondo librario richiamato, degli archivi documentari a contenuto prevalentemente storico-politico già di Gino e Claudio Cecchi
L’Associazioe Partenia è stata inaugurata il 10 ottobre 2014, l’associazione Vaccaj-Cecchi-Picciola è stata costituita con atto pubblico 16.9.2014 tra i fratelli e soci fondatori Giulio Antonio, Myriam e Silvia Cecchi, con finalità statutaria di:
“divulgazione, approfondimento, promozione, sostegno, studio e ricerca nell’ambito delle discipline filosofiche, musicali, letterarie, artistiche, storico-sociali e culturali in genere prendendo le mosse dalle opere di Nicola Vaccaj – Giuseppe Vaccaj – Angiola Picciola Cecchi – Claudio Cecchi“.

La ragion d’essere della nascita dell’associazione è quella di aprire le due case, con la loro prestigiosa storia, alla città, nella convinzione che quanto in esse c’è ed è rimasto appartenga sì alla famiglia ma debba essere anche idealmente un bene comune, cittadino ed extracittadino e come tale fruibile da tutti.
Lastoria dell’associazione Partenia prende avvio nel 1797, con l’arrivo a Pesaro della famiglia Vaccaj, dinastia che ha lasciato un segno profondo nel panorama culturale italiano.
Nicola Vaccaj, compositore e amico di Gioachino Rossini, e suo figlio Giuseppe, pittore, politico e senatore del Regno, ne rappresentano le figure più illustri. Il loro destino si intrecciò con quello dei Piccìola quando il letterato Giuseppe Piccìola, curatore delle opere di Giosuè Carducci, sposò Bice Vaccaj.
Non fu solo un’unione familiare, ma un autentico incontro tra mondi intellettuali di straordinario valore.
Questa eredità trovò nuova linfa con l’ingresso della famiglia Cecchi: Angiola Maria Piccìola, nipote di Giuseppe Vaccaj, sposò Gino Cecchi, figlio del celebre esploratore Antonio Cecchi. In questo legame si compone l’armoniosa continuità di tre casate che hanno contribuito a scrivere pagine di storia e cultura.
Oggi, i discendenti di queste famiglie, riuniti nell’Associazione Partenia, custodiscono e rendono accessibile un patrimonio prezioso: documenti, opere d’arte e testimonianze che raccontano una saga di passioni, ingegno e legami indissolubili. Pesaro conserva ancora i segni di questa memoria: dietro un nome, una targa o un palazzo si cela una storia che attraversa secoli, pronta a essere riscoperta da chi sa guardare con occhi attenti.

Una famiglia di intellettuali e patrioti, il cui esponente più noto, Giuseppe Picciola, fu un letterato, scrittore e insegnante. Originario dell’Istria, si affermò nel mondo accademico e patriottico italiano, curando le opere di Giosuè Carducci e lasciando un’importante eredità culturale.

Illustre famiglia giunta
a Pesaro nel 1797.
Tra i suoi membri più importanti spiccano il compositore Nicola Vaccaj, amico di Gioachino Rossini, e suo figlio Giuseppe, un noto pittore, sindaco, deputato e senatore.

Un’importante dinastia che ha dato i natali a figure di spicco come l’esploratore Antonio Cecchi, capitano marittimo che compì spedizioni in Africa Orientale, e il partigiano Claudio Cecchi, che partecipò alla Resistenza a Pesaro.